La bilancia delle disparità sociali, la scuola, la fantasia
21 - 25 maggio 1984. S. Arpino (Caserta).
Murales con gli alunni della scuola elementare: la bilancia delle disparità sociali, la scuola, la fantasia. Resta visibile, deteriorato dalle intemperie, solo il pezzo esterno della bilancia.
Realizzazione di murales nella scuola elementare di S. Arpino (CE) con i ragazzi di quattro classi elementari. I murales sono stati progettati insieme, realizzati insieme e commentati insieme in un ciclostilato.
Testo illustrativo
Inventiamo un mondo nuovo!
21-25 maggio 1984
L’intervento del GRIDAS alla scuola elementare di S. Arpino (CE).
L’iniziativa dei murales alla scuola elementare di S. Arpino è partita dagli animatori del comune per la scuola, che ci avevano conosciuti l’anno scorso.
Fatto il preventivo economico, approvato dalla giunta, si è passati all’esecuzione.
In un incontro con il direttore si è stabilito il numero di classi che avrebbero partecipato, due quarte e due quinte, e la data di un primo incontro con i ragazzi, tutti insieme.
Si è parlato delle motivazioni e delle finalità dei murales: un breve excursus storico, dagli affreschi medievali, che sponevano-imponevano al popolo la visione che del mondo avevano i potenti, ai murales del centro e del sudamerica, dove invece è prevalente l’intento educativo-propagandistico, ai murales italiani e del GRIDAS in particolare, che vogliono essere una nuova maniera di comunicare agli altri una “diversa” visione del mondo. Diversa da come il mondo è: una ipotesi di mondo nuovo, resa concreta ed evidente dalle immagini, di vasta comunicativa perché visibili da tutti: la pittura murale come mezzo per dare concretezza ai sogni, per stimolare il cammino e il lavoro, per fabbricare un mondo nuovo, pacifico, giusto, allegro, vivibile.
Si è parlato ancora di creatività e di libertà e di coscienza sociale.
LA CREATIVITA':
il disegno e la pittura sono un mezzo per inventare ciò che non c’è, per far vedere quello che si dice, per interpretare la realtà o per rendere evidenti le ipotesi di cambiamento, ma è necessaria l’educazione all’uso e alla costruzione delle immagini perché impariamo a servircene senza esserne vittime. Giacché il disegno, come dice Patrizio Esposito, finisce nella mano che disegna, ma nasce nella “cervella” e nella coscienza di chi lo fa.
Dal graffito o dal simbolo sessuale accennato col gesso sui muri un po’ dovunque arriveremo allora a costruire delle immagini più significative e meglio strutturate, ricavandone anche più soddisfazione e comunicando meglio che con una semplice scritta di “VIVA” o “ABBASSO” la nostra opinione di mondo.
LA LIBERTA':
di lavorare sul muro, di dipingere, di sporcare (“col sporcar si trova” scriveva Leonardo), di sottrarsi agli schemi delle immagini consuete per inventarne di nuove, combinando elementi diversi (ecco gli animali con le ali, o il ragazzo con il televisore al posto della testa), di sottrarsi alle censure e autocensura e alle limitazioni di spazio, allargando l’invenzione alla dimensione del mondo.
Crediamo che l’esercizio della libertà di espressione sia pedagogicamente produttivo nell’educazione alla libertà della coscienza.
Perché serve formare uomini liberi.
LA COSCIENZA SOCIALE:
il muro della scuola, la scuola è “di tutti”. Ma bisogna imparare che “di tutti” vuol dire che tutti devono averne cura, e non che tutti se ne fregano, nel qual caso sarebbe “di nessuno”, come molto del patrimonio pubblico in Italia.
Dipingere sul muro della scuola non per scriverci solo “Elpidio fa l’amore con Rosa” oppure “Pascuale è sciemo” o “abasso la Juve” ma per lasciarci un messaggio più serio, significa allora testimoniare che si vuole avere cura di ciò che è di tutti, significa appropriarsi di una struttura pubblica per renderla più funzionale, per dire, e allarghiamo il discorso a tutti i fatti sociali, “I CARE”, “MI INTERESSA”, che, come faceva notare Lorenzo Milani, è l’esatto contrario del “me ne frego”.
Ecco allora che dall’esperienza del lavoro al murale nasce una coscienza sociale di partecipazione e impegno che è il fondamento della costruzione di un mondo diverso e migliore.
Tutto questo è stato ben compreso dai ragazzi, come testimoniano i loro pensieri qui appresso riportati: forse soprattutto da loro, perché hanno gli occhi aperti e lo spirito vivo. Ci indirizziamo a loro perché purtroppo molti degli adulti hanno ormai lo spirito spento e i paraocchi e perciò “hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non sentono” ed è per questo che ci troviamo a dover lottare.
L’incontro si è concluso con un po’ di istruzioni tecniche sull’esecuzione dei murales, con l’invito a progettare i temi e le forme, da coordinare in un secondo appuntamento, e con la proiezione di diapositive di alcuni murales del GRIDAS, affinché ai ragazzi fosse chiaro di che si trattasse.
In un secondo incontro, classe per classe, si sono esaminati i disegni e i progetti dei ragazzi.
Il tema proposto era la riflessione sulla vivibilità, sulle condizioni di vita a S. Arpino e nel mondo attuale, e sulle aspettative di un mondo migliore.
La riflessione dei ragazzi ci è parsa concentrarsi su due temi: le cose brutte, le ingiustizie sociali, simboleggiate da una bilancia, con un piatto più pesante contenente pochi ricchi, pesante perché sono essi ad avere il potere, e un piatto più leggero, anche se affollato da “quelli che non contano” perché non hanno il potere. Le altre immagini riguardavano le minacce di guerra, lo sfruttamento dei lavoratori, il razzismo, il colonialismo, l’inquinamento, la disoccupazione, la violenza, la droga, il diavolo…la guerra.
Dalla parte delle immagini positive è emersa subito l’esigenza di verde, ma verde disponibile per i ragazzi, che è diventata l’immagine di un bosco, come luogo fantastico, avventuroso più per quello che uno fantastica di trovarci che per quello che c’è realmente, un luogo di sogno più che un parco giochi.
Una bambina ha proposto una teoria di animali alati, volanti verso il sole.
Mano a mano si sono riempiti e colorati i muri e il volto della scuola ha cambiato aspetto.
Venerdì sera la pioggia è venuta a “ingignare” i murales e i colori sembravano più vivi sotto l’acqua e la scuola più allegra nonostante il cielo coperto.
Il senso è stato riassunto in un titolo: “…inventiamo un mondo nuovo !” e l’aspirazione alla giustizia è stata rappresentata nell’immagine di una bambina che, con un libro in mano, a testimoniare la coscienza acquistata dalla conoscenza della verità, taglia la bilancia dell’ingiustizia per ristabilire l’equilibrio.
Le testimonianze e le reazioni dei bambini le abbiamo raccolte nelle pagine che seguono, per documentare la validità didattica dell’iniziativa: L’INTERESSE ALLO STUDIO NASCE DALL’ENTUSIASMO PER LA SCOPERTA.
La capacità di stupirsi e di apprezzare il nuovo è una qualità ancora intatta nei bambini mentre troppo spesso è spenta dal conformismo negli alunni.
Questo fa ben sperare per le sorti della società, che il mondo nuovo non resti soltanto un sogno, ma diventi piuttosto una realtà in via di realizzazione, sotto i nostri occhi e nella nostra vita di ogni giorno.
Il GRIDAS
Gruppo Risveglio dal sonno Secondigliano
[ndr: a margine del testo ciclostilato sono illustrate le varie fasi di preparazione del muro:
. Colla Sichozell rossa
. Versare nell’acqua agitando
. Lasciare riposare la colla per 1/4 d’ora
. Agitare, agitare
. Dare una mano di colla sul muro per eliminare la polvere e favorire l’adesione dei colori
. Disegnare i contorni delle figure con la pittura lavabile o superlavabile nera
. Colorare con la pittura lavabile
NON USARE LE MADRITINTE DA SOLE CON L’ACQUA! STINGONO E NON COPRONO ]
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Seguono le impressioni e le poesie dei bambini della scuola elementare di S. Arpino. Registrate l’ultimo giorno del murale, il 25 maggio 1984.?Ringraziamo i maestri e la scuola che hanno permesso ai ragazzi di dare un’occasione alla loro creatività.
“Un giorno venne il direttore in classe nostra e disse che noi dovevamo fare i murales.”
“Noi abbiamo fatto questo lavoro e così abbiamo fatto diventare la scuola più bella e tutti i bambini guardano il muro e pensano che la scuola è diventata più allegra.”
“Queste cose
le abbiamo pensate
noi
bambini piccoli
ma
con belle idee.”
“Per noi è la prima volta che pitturiamo e allora ci fa piacere e così tutti vicino al muro ci lanciamo miliardi di idee e così il disegno viene una meraviglia.”
“Ci hanno dato
i pennelli
e il colore
e ci siamo messi
a colorare
tutti contenti
e dal muro
usciva l’erba
e gli animali
che salivano
e
mi sentivo felice
perché
quei disegni
li ho colorati
io.”
“Dipingere era molto bello perché potevamo esprimere tutti i nostri desideri.
Non ci siamo litigati perché eravamo tutti occupati a dipingere.”
“Sono stata molto contenta perché dopo che abbiamo finito di pitturare hanno anche fatto la foto ai murales.”
“I murales mi piacciono molto perché ognuno può disegnare un suo sogno nel suo spazio.”
“Era una bellissima giornata piena di gioia e contentezza perché era la prima volta che disegnavo quello che volevo esprimere: non più violenza, né schiavitù, giocare con gli animali più selvaggi e non più invecchiare e non più malattie.”
“Questi tre giorni sono stati meravigliosi a scambiare i colori, i pennelli, le idee con le altre classi come fratelli e sorelle, e spero che succederà ancora e speriamo che questi pensieri che abbiamo disegnato si avverino.”
“Il mondo come noi lo vorremmo: le mamme non picchiano i bambini, le persone non uccidono gli animali, un verde sparso per tutto, tutti i bambini con la mano nella mano.”
“Loro non ci dicevano che colore dovevamo prendere per pitturare i vari disegni e per questo sono stati veramente bravi.
Io penso che è una cosa fantastica, non l’avevo fatto mai in vita mia e lo vorrei fare un’altra volta.”
“Questi disegni sui muri servono per lanciare i messaggi alle altre persone.
Mi sentivo felice e allegra perché non avevo mai dipinto e ho scoperto che è divertente dipingere vicino ai muri perché molte persone guardano i nostri disegni e sono contenti che noi bambini abbiamo avuto questa idea molto bella.”
“Per me sono grandiosi perché ci fanno impegnare a scuola e con i disegni ci allegriamo.”
“A me piacciono molto i murales perché la scuola rende più allegri i bambini.”
“Io credo che
hanno fatto bene
a pitturare
la scuola
perché
per i bambini
pitturare un mondo nuovo
è come
un desiderio.”
“I murales si chiamano anche Gridas che significa gruppo risveglio dal sonno.
La scuola con questi disegni sembra più bella e viva.”
“I murales a me piacciono perché aiutano la gente a pensare la pace e a distruggere il male; sono fantasiosi e aiutano a sviluppare la mente nei disegni che sembrano quasi veri.”
“Questa
è la prima volta
che pitturiamo
vicino ai muri
e mi è sembrato
strano.
Anche
se è la prima volta
mi piace
di pitturare.”
“A me i murals mi piacciono perché anche gli americani mi possono capire attraverso i disegni.”
“…disegni avventuribili e divertenti…”
“Mi hanno dato l’idea che se io fantastico pensando un disegno lo posso esprimere disegnandolo ovunque, anche sui muri.”
“Io ho collaborato con i miei amici serenamente e con passione a pitturare quei disegni.”


