Maschere, bimbi Rom e Gridas a Scampìa

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il manifesto - 24 Febbraio 2004

Maschere di cartapesta e carri allegorici, giocolieri e trampolieri, bandiere arcobaleno e tantissimi bimbi. In prevalenza alunni delle scuole di Scampia che da alcuni anni sono i protagonisti della speciale parata di Carnevale organizzata dal centro sociale Gridas («gruppo di risveglio dal sonno»). I ragazzi lavorano per mesi con gli operatori del centro e le insegnanti, costruiscono i loro travestimenti, imparano a usare i colori e alla fine vanno in scena la domenica prima del martedì grasso. Per loro si tratta di una delle poche attività culturali del quartiere nella periferia nord di Napoli, resa possibile dalla costanza del Gridas, di Felice Pignataro che ha dato il via alla tradizione in collaborazione con Legambiente, la ludoteca «città nuova» e diverse scuole. Nel quartiere lasciato a sèstesso, dove i progetti di riqualifica del territorio sembrano bloccati (compreso l'abbattimento delle Vele e la ricostruzione degli alloggi comunali), la sfilata è ormai diventata un appuntamento più che simbolico per gli abitanti che rivendicano i «diritti negati alle periferie». Così domenica quando la pioggia rossa proveniente dal Sahara e i violenti acquazzoni sembravano rendere impossibile la manifestazione, tante famiglie si sono ritrovate comunque puntuali alle dieci nel quartiere Monterosa. E accompagnati da fiati e tamburi hanno iniziato la parata, che per quest'edizione è stata dedicata al tema Carta vince, carta perde. «Abbiamo scelto il gioco napoletano delle tre carte - hanno detto gli organizzatori - come forma di protesta contro chi riduce la politica a una barzelletta e si nasconde dietro l'apparenza».

In mostra le più svariate e colorate maschere artigianali, ma non sono mancati arlecchini, damigelle, fate e principesse, corsari e pagliacci. A seguire i carri allegorici accompagnati dai «gruppi tematici», come quello dei bambini di «spegni la tv», che portavano in mano delle televisioni di polistirolo per protestare contro i palinsesti che non tengono conto dei piccoli spettatori. Ma erano in tanti a contestare anche la ministra Moratti e la riforma della scuola. Durante la festa un posto d'onore è stato riservato ai bimbi rom dell'accampamento di Secondigliano, che hanno ballato con i compagni delle scuole. Il corteo si è fermato davanti al campo sportivo, o meglio al progetto dell'impianto la cui costruzione è ferma da mesi. Qui è stato acceso un falò per bruciare le maschere di cartapesta, perché tradizione vuole che con il fuoco si allontani la «malasorte».

Francesca Pilla

Articolo tratto da: http://www.felicepignataro.org/home.php?mod=stampa&sub=e_056_ita